venerdì 4 aprile 2025

Quanto costa?

La domanda è lecita, ma se ha un prezzo non vale nulla, o non vale veramente. Quanto costano una casa, un libro, un pranzo al ristorante, una penna stilografica di prestigio e degna di stare sulla scrivania di un sovrano? Magari hanno prezzi non per tutti, si tratta di beni o oggetti esclusivi. E se sono esclusivi escludono. Confesso che neppure io, che scrivo l’opposto, so stare senza casa, senza libro, senza un pranzo al ristorante di tanto in tanto. Alla penna stilografica posso rinunciare, anche se in passato ne ho avute alcune e le usavo per costringermi a scrivere con lentezza, e quindi in modo più comprensibile anche per me. Ma le cose contano poco, sono scuse oppure occasioni o mezzi per raggiungere un obiettivo, cioè una persona. Se si toglie il fattore persona crollano molte motivazioni. La casa vale se accoglie chi ami, e che quindi torna a casa. Se la casa è vuota, se nessuno entra più neppure per caso dicendo: sono qui, diventa inospitale, fredda, motivo di dolore. E quanto costa allora, o meglio, quanto vale? Meno di quello che pensavi. Lo stesso per un libro, che richiama la vita vissuta, che fa emergere interessi e paure, episodi avvenuti e richiamati dalle sue pagine. Se il libro non fa nulla di tutto questo vale meno del suo prezzo, e lo si può interrompere senza rimorsi e portarlo dove qualcuno porta i libri che altri magari, passando, raccoglieranno. E un vero pranzo al ristorante è bello se condiviso, solo allora il conto ne vale la pena. Non so, adesso non so se posso rinunciare a tutto quello che ho accumulato negli anni, anche se è inutile chiedermi quanto costa o quanto mi è costato. Se mi riporta te, che mi guardi di nascosto, allora vale un capitale. Ciao Viz. Mi chiedi se mi sono contraddetto? Certo che l’ho fatto, lo faccio sempre.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 3 aprile 2025

per distrarmi

Viaggiare con le mappe di Google a volte mi permette di tornare dove sono stato e dove un po' vorrei ritornare. Posso vedere alcuni luoghi prima di andarci, magari, o dove non andrò mai. È un po' perdere tempo, lo so, meglio fare invece di immaginare, meglio andare invece di fingere di farlo. E poi c’è un risvolto che inizia a toccarmi sul piano personale al quale a lungo non ho dato molta importanza, perché nelle inquadrature con case e vie è possibile scegliere un’altra data. E così mi capita di rivedere la casa dei miei, ormai venduta da tempo, quando ancora ci viveva mio padre e con la nostra auto parcheggiata di lato al passo carrabile. Posso rivedere alcuni negozi quando ancora erano aperti, alcune edicole ormai rimosse e tutti i mutamenti che hanno interessato quel posto a partire da oltre dieci anni fa. Venendo a casa nostra rivedo l’auto che guidavi tu e ti piaceva perché era piccola e adatta al traffico cittadino. Mi sembra quasi di poterti scorgere seduta alla guida pronta per partire. Viaggio virtualmente (e dolorosamente) nello spazio e nel tempo. Queste immagini sono visibili a tutti, ovviamente, ma parlano in modo diverso ad ognuno di noi. Io, Viz, non ho ancora capito però come ritornare realmente dove mi interessa, ma non nello spazio. Ciao Viz. Sorridi perché tento di distrarmi da pensieri molesti e fastidiosi.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 2 aprile 2025

Finché si può sorridere c’è speranza

Confesso che preferirei ridere di gusto senza retropensieri, ma sembra non sia possibile per ora. Quindi mi accontento di un paio di battute stupide, giusto per sorridere un po'.

La prima battuta è che si passa dall’acne giovanile alla prostata senile in un attimo, perché gli anni sembrano essere volati.

La seconda battuta è che, potendo scegliere, è preferibile sottoporsi ad una biopsia che ad un’autopsia. Serve tuttavia integrare con un dato oggettivo. Mentre la biopsia qualche fastidio con relative preoccupazioni li provoca, l’autopsia è del tutto indolore. Ciao Viz. Sorridi, tu che hai sicuramente capito.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 1 aprile 2025

Ubi maior

Ci sono cose importanti e cose meno importanti. Tra le meno importanti tento un elenco approssimativo: attaccapanni, camicia, auto, vino, cassetto, penna, comignolo, padella, panchina, guanti, lapide, vetro, soprammobile, tenda, calcolatrice, copriwater, vaso, tappo, e mi fermo.

Tra le importanti: amore, amicizia, parente, salute, vicinanza, gatto, cane, albero, sorriso.

Considerazione per capire. Stanotte hanno rotto un vetro dell’auto di nostro figlio. Come salute spero di star bene e che anche gli altri stiano bene, pure chi ha rotto il vetro. Meglio il vetro che problemi alla gatta o a nostro figlio. E meglio per chi, lavorando, riparerà il danno. Ciao Viz. Sorridi.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 31 marzo 2025

Senso di vuoto

Qualcuno va al cimitero una sola volta nella vita, ci si trova talmente bene che poi ci resta per sempre. Peccato che a quel punto sia morto e non possa più raccontare il suo segreto, se si tratta di un segreto.

Qualcun altro decide di svuotare una pozza, e se ha manie di grandezza un intero lago. Ci si mette d’impegno, secchio dopo secchio e deviando anche il più piccolo rigagnolo che potrebbe far risalire il livello dell’acqua. Secondo alcuni spreca tempo, i cambiamenti in atto stanno lavorando per arrivare allo stesso risultato e così rischia di sprecare inutilmente la vita.

Per quanto mi riguarda non faccio né una cosa né l’altra, aspetto e mi dedico a una forma di resistenza che consiste nel tentare di non cambiare nulla, fingo che sia così e mi innervosisco quando il mutamento arriva. In questo immagino di essere un perdente. A volte poi vengo sommerso da pensieri che mi tolgono la concentrazione. Quando si diradano mi sento vuoto e perdo il desiderio di fare. Spero che poi torni. Ciao, Viz. Mi serve sempre il tuo sorriso, specialmente in certi momenti.  

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 30 marzo 2025

Ovunque e non solo


Conosco un tale che,

per lecito bisogno di leggerezza,

divenne un pallone gonfiato

(Tire Michelin)

 

Vorrei perdere tempo con te, andare in giro senza una meta, annoiarmi un po' la domenica pomeriggio e vedere gente diversa, di tanto in tanto. Programmare viaggi impossibili e magari anche qualcuno realistico. Volare per una volta in aereo. Entrare in un ristorante stellato per una cena dimenticando quanto ci costerà. Far tornare chi è partito. Immaginare e poi realizzare l’impossibile. Continuare a parlare per distrarti e, allo stesso tempo, essere capace di confondere pure la Signora, o solo a convincerla a tornare più tardi, un mese dopo, un anno dopo, mai. Come col principio del Diavoletto di Cartesio applicato alla mongolfiera alzarmi con te e guardare dall’alto prima Rovereto, poi la Vallagarina, poi superare l’Altissimo e vedere il Garda e più a sud Verona. E poi oltre, portati dal vento, dove vorrà, a suo giudizio. Tornare a Carpi, a Ferrara, a Stava. Tornare ovunque e non solo. Ciao, Viz. Mi serve sempre il tuo sorriso  

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 29 marzo 2025

necesse est

Col tempo capisco cose che prima non mi era possibile. Serve empatia che purtroppo, e per mia colpa, raramente dimostro. E non mi basta vedere o essere vicino, devo anche vivere sulla mia pelle alcune esperienze senza le quali sono come un sordo al concerto o un cieco nella galleria d’arte. Penso di aver frainteso le motivazioni vere di alcuni comportamenti, di averle fatte mie solo in parte. Ricordo un tempo nel quale pensai esattamente che se qualcuno voleva che capissi qualcosa, piuttosto di accusarmi di non aver capito avrebbe dovuto spiegarmi la situazione. E in fondo è ancora così. Sembra capisca solo in percentuale quanto mi succede e quanto succede agli altri. Causo in tal modo dolore inutile, per mia stupidità. Se desidero far male a qualcuno, magari sbaglio ma sicuramente non è per caso. E poi, quasi sempre, il desiderio di farlo mi si scioglie davanti alla resa o quando mi rendo conto che quella persona ha già perduto e non serve ci metta anche il mio carico. Ora credo di capire che voler salvare gli altri da una preoccupazione può anche semplicemente essere una forma di autodifesa, come se il dolore non ci fosse, non solo per gli altri ma anche per me stesso. Chissà se è così. Magari continuo a sbagliare. Ciao, Viz. Mi serve sempre il tuo sorriso. 

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana