Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)
DEDICATO AL SORRISO DI VITTORIA - (Muovendoti nel blog accetti l'uso dei cookie)
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Viaggiare con le mappe di Google a volte mi permette di tornare dove sono stato e dove un po' vorrei ritornare. Posso vedere alcuni luoghi prima di andarci, magari, o dove non andrò mai. È un po' perdere tempo, lo so, meglio fare invece di immaginare, meglio andare invece di fingere di farlo. E poi c’è un risvolto che inizia a toccarmi sul piano personale al quale a lungo non ho dato molta importanza, perché nelle inquadrature con case e vie è possibile scegliere un’altra data. E così mi capita di rivedere la casa dei miei, ormai venduta da tempo, quando ancora ci viveva mio padre e con la nostra auto parcheggiata di lato al passo carrabile. Posso rivedere alcuni negozi quando ancora erano aperti, alcune edicole ormai rimosse e tutti i mutamenti che hanno interessato quel posto a partire da oltre dieci anni fa. Venendo a casa nostra rivedo l’auto che guidavi tu e ti piaceva perché era piccola e adatta al traffico cittadino. Mi sembra quasi di poterti scorgere seduta alla guida pronta per partire. Viaggio virtualmente (e dolorosamente) nello spazio e nel tempo. Queste immagini sono visibili a tutti, ovviamente, ma parlano in modo diverso ad ognuno di noi. Io, Viz, non ho ancora capito però come ritornare realmente dove mi interessa, ma non nello spazio. Ciao Viz. Sorridi perché tento di distrarmi da pensieri molesti e fastidiosi.
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Confesso che preferirei ridere di gusto senza retropensieri, ma sembra non sia possibile per ora. Quindi mi accontento di un paio di battute stupide, giusto per sorridere un po'.
La prima battuta è che si passa dall’acne giovanile alla prostata senile in un attimo, perché gli anni sembrano essere volati.
La seconda battuta è che, potendo scegliere, è preferibile sottoporsi ad una biopsia che ad un’autopsia. Serve tuttavia integrare con un dato oggettivo. Mentre la biopsia qualche fastidio con relative preoccupazioni li provoca, l’autopsia è del tutto indolore. Ciao Viz. Sorridi, tu che hai sicuramente capito.
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Ci sono cose importanti e cose meno importanti. Tra le meno importanti tento un elenco approssimativo: attaccapanni, camicia, auto, vino, cassetto, penna, comignolo, padella, panchina, guanti, lapide, vetro, soprammobile, tenda, calcolatrice, copriwater, vaso, tappo, e mi fermo.
Tra le importanti: amore, amicizia, parente, salute, vicinanza, gatto, cane, albero, sorriso.
Considerazione per capire. Stanotte hanno rotto un vetro dell’auto di nostro figlio. Come salute spero di star bene e che anche gli altri stiano bene, pure chi ha rotto il vetro. Meglio il vetro che problemi alla gatta o a nostro figlio. E meglio per chi, lavorando, riparerà il danno. Ciao Viz. Sorridi.
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Qualcun altro decide di svuotare una pozza, e se ha manie di grandezza un intero lago. Ci si mette d’impegno, secchio dopo secchio e deviando anche il più piccolo rigagnolo che potrebbe far risalire il livello dell’acqua. Secondo alcuni spreca tempo, i cambiamenti in atto stanno lavorando per arrivare allo stesso risultato e così rischia di sprecare inutilmente la vita.
Per quanto mi riguarda non faccio né una cosa né l’altra, aspetto e mi dedico a una forma di resistenza che consiste nel tentare di non cambiare nulla, fingo che sia così e mi innervosisco quando il mutamento arriva. In questo immagino di essere un perdente. A volte poi vengo sommerso da pensieri che mi tolgono la concentrazione. Quando si diradano mi sento vuoto e perdo il desiderio di fare. Spero che poi torni. Ciao, Viz. Mi serve sempre il tuo sorriso, specialmente in certi momenti.
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Conosco un tale che,
per lecito bisogno di leggerezza,
divenne un pallone gonfiato
(Tire Michelin)
Vorrei perdere tempo con te, andare in giro senza una meta, annoiarmi un po' la domenica pomeriggio e vedere gente diversa, di tanto in tanto. Programmare viaggi impossibili e magari anche qualcuno realistico. Volare per una volta in aereo. Entrare in un ristorante stellato per una cena dimenticando quanto ci costerà. Far tornare chi è partito. Immaginare e poi realizzare l’impossibile. Continuare a parlare per distrarti e, allo stesso tempo, essere capace di confondere pure la Signora, o solo a convincerla a tornare più tardi, un mese dopo, un anno dopo, mai. Come col principio del Diavoletto di Cartesio applicato alla mongolfiera alzarmi con te e guardare dall’alto prima Rovereto, poi la Vallagarina, poi superare l’Altissimo e vedere il Garda e più a sud Verona. E poi oltre, portati dal vento, dove vorrà, a suo giudizio. Tornare a Carpi, a Ferrara, a Stava. Tornare ovunque e non solo. Ciao, Viz. Mi serve sempre il tuo sorriso
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Col tempo capisco cose che prima non mi era possibile. Serve empatia
che purtroppo, e per mia colpa, raramente dimostro. E non mi basta vedere o
essere vicino, devo anche vivere sulla mia pelle alcune esperienze senza le quali
sono come un sordo al concerto o un cieco nella galleria d’arte. Penso di aver
frainteso le motivazioni vere di alcuni comportamenti, di averle fatte mie
solo in parte. Ricordo un tempo nel quale pensai esattamente che se qualcuno
voleva che capissi qualcosa, piuttosto di accusarmi di non aver capito avrebbe
dovuto spiegarmi la situazione. E in fondo è ancora così. Sembra capisca solo
in percentuale quanto mi succede e quanto succede agli altri. Causo in tal modo
dolore inutile, per mia stupidità. Se desidero far male a qualcuno, magari
sbaglio ma sicuramente non è per caso. E poi, quasi sempre, il desiderio di
farlo mi si scioglie davanti alla resa o quando mi rendo conto che quella
persona ha già perduto e non serve ci metta anche il mio carico. Ora credo di capire
che voler salvare gli altri da una preoccupazione può anche semplicemente
essere una forma di autodifesa, come se il dolore non ci fosse, non solo per
gli altri ma anche per me stesso. Chissà se è così. Magari continuo a
sbagliare. Ciao, Viz. Mi serve sempre il tuo sorriso.
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